In premessa, porsi al centro della natura, lontano dai tumulti, diventa una necessità per Pascaline Mitararanga, disegnatrice e Anthony Carcone, artista sonoro. Non si tratta più solo di guardare, ma di sentire pienamente. Lasciare che i sensi si aprano, cogliere i fremiti del vivente, osservare i movimenti degli elementi, percepire le forze telluriche all'opera, il vento, la luce, la materia, i ritmi del paesaggio.
Il processo prosegue poi con un ritorno in atelier. Le sensazioni provate si trascrivono sulla carta, in pittura e al pianoforte. Non è una rappresentazione del paesaggio ma la sua impronta sensibile, segnata anche dalle condizioni climatiche che lo hanno attraversato, da quelle intensità invisibili che hanno impregnato l'esperienza. Poi, sulla scena questo lavoro prende vita in un altro modo. Musica e disegno si mettono in scena, dialogano, si ripropongono come una danza. Il gesto prolunga l'esperienza, il corpo diventa a sua volta spazio di passaggio. Perché il paesaggio non si contempla soltanto. Ci attraversa, ci abita, circola in noi prima di rinascere sotto un'altra forma.
INGRESSO LIBERO








